A clockwork orange - L'arte come ultra-violenza

A Clockwork Orange non è soltanto un film sulla violenza ma anche una pellicola della violenza: il continuo e sistematico susseguirsi di drastiche variazioni del movimento e dei patterns ritmici, proprio in corrispondenza degli episodi di scatenamento dell'aggressività dei "Droogs", fanno sì che siano le categorie di base cinematografiche a palesarsi in tutta la loro evidenza iconica, per produrre nello spettatore un vero e proprio "shock visivo". Questa forte estetizzazione della violenza è il risultato di un preciso modo kubrickiano di intendere l'arte cinematografica come trasgressione, delirio, artaudiano théâtre de la cruauté, e si cristallizza in una modalità rappresentativa scopertamente antirealistica e più vicina alle avanguardie novecentesche del cinema puro, assoluto, che al cinema narrativo classico.

Stampato nel 2010 da Aracne
fotografia (69)
fotografia (71)

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Sales price: 10,00 €
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Description

Simona Beccone

A Clockwork Orange non è soltanto un film sulla violenza ma anche una pellicola della violenza: il continuo e sistematico susseguirsi di drastiche variazioni del movimento e dei patterns ritmici, proprio in corrispondenza degli episodi di scatenamento dell'aggressività dei "Droogs", fanno sì che siano le categorie di base cinematografiche a palesarsi in tutta la loro evidenza iconica, per produrre nello spettatore un vero e proprio "shock visivo". Questa forte estetizzazione della violenza è il risultato di un preciso modo kubrickiano di intendere l'arte cinematografica come trasgressione, delirio, artaudiano théâtre de la cruauté, e si cristallizza in una modalità rappresentativa scopertamente antirealistica e più vicina alle avanguardie novecentesche del cinema puro, assoluto, che al cinema narrativo classico.

Stampato nel 2010 da Aracne

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